Tecniche sterilizzazione e impianti di sterilizzazione
Impianti sterilizzazione
La sterilizzazione con ossido di etilene è un processo che si realizza mediante una specifica correlazione tra i seguenti fattori:
- concentrazione del gas
- tempo di esposizione del materiale
- temperatura all'interno dell'autoclave
- umidità all'interno dell'autoclave.
L'alterazione di una di queste quattro variabili può influire negativamente sulle altre rendendo inefficace il processo di sterilizzazione.
Per ottenere un processo ottimale e valori omogenei e costanti delle variabili in tutta l'autoclave, è molto importante osservare l'esatta consecuzione delle seguenti fasi del processo di sterilizzazione: preriscaldamento, creazione del vuoto, raggiungimento del grado ottimale di umidità relativa, immissione gas e tempo di esposizione, seconda creazione del vuoto per rimuove il gas, lavaggio interno con aria sterilizzata, ritorno alla pressione atmosferica, scarico del materiale.
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Le Autoclavi sterilizzatrici funzionano in maniera completamente automatica, mantenendo entro le soglie prestabilite i valori delle variabili di processo; tutti i dati sono registrati ed è possibile stamparli o archiviarli su disco rigido o su floppy disk.
Il gas utilizzato è una miscela composta da ossido di etilene (Et.O. 10%) e anidride carbonica (CO2 90%).
Le Autoclavi sono conformi ai requisiti delle normative Europee EN550/1994 (convalidazione e controllo routine di sterilizzazione ad ossido di etilene), 73/23/CEE, 89/336/CEE, 89/392/CEE, e alle normative dell' I.S.P.E.S.L. Italiano o alla direttiva P.E.D. 97/23/CEE riguardante recipienti di pressione.
