Mercoledì, 14 Maggio 2008
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Tecniche sterilizzazione e impianti di sterilizzazione

Impianti sterilizzazione

La sterilizzazione con ossido di etilene è un processo che si realizza mediante una specifica correlazione tra i seguenti fattori:
- concentrazione del gas
- tempo di esposizione del materiale
- temperatura all'interno dell'autoclave
- umidità all'interno dell'autoclave.

L'alterazione di una di queste quattro variabili può influire negativamente sulle altre rendendo inefficace il processo di sterilizzazione.

Per ottenere un processo ottimale e valori omogenei e costanti delle variabili in tutta l'autoclave, è molto importante osservare l'esatta consecuzione delle seguenti fasi del processo di sterilizzazione: preriscaldamento, creazione del vuoto, raggiungimento del grado ottimale di umidità relativa, immissione gas e tempo di esposizione, seconda creazione del vuoto per rimuove il gas, lavaggio interno con aria sterilizzata, ritorno alla pressione atmosferica, scarico del materiale.

sterilizzazione impianti

Le Autoclavi sterilizzatrici funzionano in maniera completamente automatica, mantenendo entro le soglie prestabilite i valori delle variabili di processo; tutti i dati sono registrati ed è possibile stamparli o archiviarli su disco rigido o su floppy disk.

Il gas utilizzato è una miscela composta da ossido di etilene (Et.O. 10%) e anidride carbonica (CO2 90%).

Le Autoclavi sono conformi ai requisiti delle normative Europee EN550/1994 (convalidazione e controllo routine di sterilizzazione ad ossido di etilene), 73/23/CEE, 89/336/CEE, 89/392/CEE, e alle normative dell' I.S.P.E.S.L. Italiano o alla direttiva P.E.D. 97/23/CEE riguardante recipienti di pressione.

 

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